Nov 11 2008

Pain – Cynic Paradise

Categoria: Musica e LibriEverland @ 20:33

E rieccomi qui a parlare… o meglio, a scrivere di musica dopo circa un mesetto di silenzio su tale argomento. L’articolo di oggi è dedicato ai Pain, gruppo industrial metal svedese. Gruppo si fa per dire, perchè il progetto è nato solo ed esclusivamente dalla fervida mente di Peter Tägtgren, versatile artista e noto produttore che da oltre dieci anni si è messo in testa di esplorare le sue capacità in una one-man band. Facendosi aiutare da vari musicisti che lo accompagnano nelle tourneè live, il buon Peter ha rilasciato il sesto album della sua avventura pseudo-solitaria: Cynic Paradise. Questo lavoro è stato creato appositamente per sfruttare la leggerissima fama che segue i Pain da quando hanno interpretato il ruolo di supporto nel recente tour europeo dei ben più famosi Nightwish. Ce la farà il nostro eroe? Vi dico la mia dopo il “Continua”…

Cynic Paradise è un gran bell’album. Nessun dubbio. Suoni pesanti, ritornelli melodici, arrangiamenti raffinati, testi graffianti, un pizzico di elettronica: gli elementi sono quelli giusti.
Il disco parte forte con I’m Going In e prosegue ancora più forte con Monkey Business. In questi due brani c’è tutto il dna dei Pain: versi arrabbiati e sonorità cupe miscelate con incontenibile energia. Si continua in pompa magna con Follow Me, canzone quasi pop che crea assuefazione e vede la prima apparizione come guest star della cantante dei Nightwish, Anette Olzon. Subito dopo si scende un attimo di tono con alcune tracce in cui si notano influenze varie. Da Have A Drink On Me a No One Knows si assiste ad un quintetto di canzoni variegate che comprendono anche Don’t Care, Reach Out (And Regret) e Generation X. Ce n’è per tutti i gusti, compreso un accenno allo stile tutto teutonico dei Rammstein. In generale è da sottolineare come le linee melodiche abbiano quasi totalmente preso il posto del growl. Si torna sugli scudi con le ultime tracce. Live Fast/Die Young, ottima colonna sonora per film automobilistici, precede la compassata Not Your Kind che pian pianino introduce Feed Us, trascinante pezzo che vede la seconda ed ultima partecipazione di Anette Olzon (in questa occasione con una prova vocale decisamente migliore). L’ultimo respiro è lasciato ad Here Is The News, che compie il suo dovere nella chiusura del full-length.
Cynic Paradise include anche un bonus disc che contiene due versioni alternative di Follow Me e No One Knows, più l’ottima cover di Behind The Wheel dei Depeche Mode e la danzereccia Clouds Of Ecstasy.

In definitiva Cynic Paradise è un ottimo album, uno dei migliori in ambito metal per l’anno che sta andando a concludersi. La produzione perfetta e l’ottima qualità media ne rendono l’acquisto consigliatissimo a tutti gli amanti del genere. Un po’ meno consigliato a chi ritiene che i suoni pesanti non siano l’adeguato accompagnamento dei propri risvegli.
Voto: 7.5

Per chi volesse un saggio delle potenzialità di questo lavoro ecco il video del primo singolo, Follow Me.
P.S.: Anette bionda nun se po’ vedè…

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2 risposte a “Pain – Cynic Paradise”

  1. redax ha scritto:

    un bel sound..conoscevo poco i pain..ma il brano è orekkiabile e non estremo..forse per contentare la major..e allargare i fans? Dai Annette bionda non è così malvagia..forse una tonalità di colore meno sparata? castano kiaro? ;P

  2. Everland ha scritto:

    Sisì… ma in generale anche le canzoni più pesanti hanno una base melodica non indifferente. E i gruppi metal storicamente lanciano come singoli le canzoni più orecchiabili dei vari album, di solito proprio per cercare di accalappiare gli ascoltatori che quando sentono la parola “metal” scappano dall’altra parte.

    Pare che il biondo sia il colore naturale della piccola svedese… boh, io la preferisco mora! 😀

    Ever



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