Apr 21 2009

Lunatica – New Shores

Categoria: Musica e LibriEverland @ 18:37

Ma come?? Una nuova recensione appena un paio di settimane dopo la precedente? Eh sì, cari lettori, un altro cd era nella mia personale lista delle attese 2009 e quindi condividerò con voi le mie opinioni a riguardo. Questa volta si parla degli svizzeri Lunatica. Si tratta di una band nata 11 anni fa grazie al tastierista Alex Seiberl e al chitarrista Sandro D’Incau che tracciano le basi di un progetto symphonic metal che si completerà solo 2 anni più tardi, con l’arrivo della cantante Andrea Dätwyler. Il risultato è un album di debutto (Atlantis, 2001) che supera tutte le più rosee aspettative. Il passo successivo è quello di migliorare il processo produttivo e per far questo i nostri si sono affidati al maestro Sascha Paeth (Edguy, Kamelot) che ha curato i 2 album seguenti permettendo di raggiungere ulteriori vette. Dopo il cambio di un chitarrista e il passaggio alla nuova etichetta Napalm Records, i Lunatica e Paeth hanno lavorato di nuovo insieme per confezionare un nuovo acclamato capolavoro. Ci saranno riusciti? Dopo il “salto” la mia personale risposta a questa domanda.

Lo stile dei Lunatica è inconfondibile. Suoni chiari e puliti fanno da cornice agli elementi emozionali che traspaiono da tutta la loro produzione. La voce cristallina di Andrea, con la sua pronuncia perfetta per un corso d’inglese, non fa altro che trascinare gli ascoltatori verso il messaggio che il gruppo vuole comunicare coi propri brani. Tra un assolo di chitarra e l’altro le metafore sono poche e rispetto ad altri gruppi del genere c’è sempre grande immediatezza nella correlazione musica-testi e nella loro comprensione.
New Shores è la traccia che da il nome all’album e che, con sobrietà, ha il compito di introdurci ad un “viaggio verso l’irrazionalità” (parole testuali). In realtà è tutto il contrario, come dimostrano la seguente Two Dreamers e soprattutto The Incredibles, col suo messaggio forte sottolineato dai frequenti cori. Le tematiche si fanno solo leggermente meno serie in The Chosen Ones ed Into The Dissonance con cui si chiude la prima parte piuttosto riflessiva dell’album. Non che la seconda sia molto diversa. Lo spartiacque è The Day The Falcon Dies grazie all’interessante metafora “animalesca” che conduce dritti alla lenta Farewell My Love, in cui spunta una seconda voce maschile interpretata dal chitarrista Marc. Il safari auditivo immortala una nuova specie grazie all’accattivante Heart Of A Lion che prelude al (breve) ritorno della batteria in doppia cassa con la completa My Hardest Walk, dove l’ampia pausa strumentale sottolinea l’importanza delle lyrics. Le ultime battute sono lasciate alla ballata d’atmosfera Winds Of Heaven e all’ultima nuvola di introspezione affidata ad How Did It Come To This?.

Tracklist
1. New Shores (voto: 7.5) – Esortazione del gruppo a seguirli verso nuove rive, guidati dal potere della musica: “Everyone can live their own dreams, it’s just a matter of will”
2. Two Dreamers (voto: 7) – La soddisfazione di essere amati da una persona rende tutto più facile: “If someone knows your deepest thoughts there’s nothing more to say”
3. The Incredibles (voto: 7) – Accorata richiesta all’umanità, colpevole di aver rovinato il pianeta e di non accorgersene. Le future generazioni meritano un’altra chance: “Wake up, mankind, your time is running
4. The Chosen Ones (voto: 7) – Un popolo costretto a subire le angherie dei potenti attende i coraggiosi prescelti che sapranno liberarli: “We all want somebody to trust in”
5. Into The Dissonance (voto: 6.5) – A volte si entra in una spirale negativa. La vita diventa come una canzone stonata e non è facile ritrovare gli accordi giusti: “I see a light in the tunnel but I step to the left”
6. The Day The Falcon Dies (voto: 6.5) – Una maledizione intrappola due amanti nel corpo di un falco e un lupo, la cui convivenza è impossibile: “At night I can’t sleep, I know you are near”
7. Farewell My Love (voto: 7) – Tutte le separazioni sono dolorose, soprattutto quelle dopo un periodo felice trascorso insieme: “Maybe sometimes love is hurting but it’s the sweetest pain I know”
8. Heart Of A Lion (voto: 6.5) – Un cuore spezzato, la tentazione di tornare indietro e poi il coraggio di spezzare le catene e ricominciare: “She’s a leaf in the wind, she’s broken her chains”
9. My Hardest Walk (voto: 7.5) – Le sensazioni di una futura regina alla vigilia del giorno più importante per sè e per il proprio paese: “Face the day with serenity, it’s a matter of destiny”
10. Winds Of Heaven (voto: 7) – Lunghi anni di assenza non affievoliscono la voglia di tornare alle gioie del passato: “Even though you’re away, I’m near”
11. How Did It Come To This? (voto: 7) – Ancora sul tema della fine, stavolta con l’attenzione spostata sui motivi: “In the corners of my head the silence’s so loud”

I Lunatica non sono molto conosciuti. E questo è un gran male. Nel mio piccolo ho fatto il possibile e questo post è un altro minuscolo tassello aggiunto alla mia opera di diffusione. Osservando i voti dati ai singoli brani, il giudizio su New Shores vien da sè e non può che essere positivo. Lo stile educato e mai sopra le righe del gruppo viene completato dalla consueta praticità della cantante. Andrea è sempre ineccepibile e con quel suo tono da maestrina gentile cattura l’attenzione dei suoi allievi imprigionandoli nelle intriganti melodie che riempiono l’album con la grazia e l’umiltà di chi ha trovato la propria dimensione. Ed il consueto ottimo lavoro di Paeth alla produzione non può che essere una garanzia di qualità per questo album che merita assolutamente di far parte di una fornita e valida audioteca.
Voto: 7

Per chi volesse un saggio delle potenzialità di questo album, nell’attesa di un singolo, ecco il video non ufficiale della title track, New Shores.

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4 risposte a “Lunatica – New Shores”

  1. redax ha scritto:

    carini…poi è bellissima la copertina dell’album..molto fantasy..come piace a me!! 😛

  2. Everland ha scritto:

    L’unico difetto è che non fanno singoli! -.-
    L’ultimo è del 2005… cavolo, almeno un po’ di autopromozione ci vuole! Un video almeno! Meritano assai…

    Ever

  3. zanaffer ha scritto:

    Carucci, decisamente! Si sente che son svizzeri, puliti e senza troppi fronzoli, mi avrebbe garbato un po più di corpo, basso più spinto e a volte la chitarra solista rimane dietro alla ritmica negli assolo, comunque mi procuro al più presto l’album perchè delle tracce su youtube non mi fido! eheh

  4. Everland ha scritto:

    Eh beh, per forza di cose sul tubo si perde qualcosa. Cmq son proprio bravi! 🙂

    Ever



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