Mag 05 2009

X-Men le Origini: Wolverine

Categoria: Cinema e TVEverland @ 18:32

Maggio ricco, mi ci ficco. Il quinto mese dell’anno è pieno zeppo di attrattive per tutti gli amanti dei film su grande schermo. La grande offerta spazia dall’avventura al thriller, dall’azione alla commedia, ma ciò che ha sempre un grande appeal sul cinefilo medio sono gli effetti speciali. E in questo campo le pellicole fantascientifiche tendono a non avere alcun rivale. Per cui si va a vedere X-Men le Origini: Wolverine consci di dover assistere a due ore cariche di esplosioni e superpoteri ricreati con maestria. Ma un film non è solo effetti speciali… come se la cava, dunque, il quarto capitolo della saga targata Marvel?

Sulle montagne rocciose canadesi, Logan cerca la pace dopo un secolo di guerre e violenza. Silverfox (Volpe d’argento) lo ama e lo incoraggia a dar retta alla propria natura umana e a tenere a bada la forza sovrumana e mutante che è in lui, ma il brutale assassinio della donna da parte del fratello Victor riporta inevitabilmente Logan nelle mani di Stryker, colonnello dell’esercito che vuole fare di lui l’Arma X, ovvero una macchina da guerra indistruttibile. Nel corso di un’operazione d’indicibile sofferenza, lo scheletro di Logan-Wolverine viene rivestito di adamantio e ne esce un essere invulnerabile, il più micidiale degli esperimenti di laboratorio che Stryker sta operando sui mutanti: un cuore di dolore dentro un’impalcatura di rabbia, in attesa di rivolgere la propria furia contro il giusto nemico.

Hugh Jackman è Wolverine. Punto. Non ci potrà mai essere un altro attore capace di interpretare in modo così efficace l’artigliato canadese. Il film dedicato al suo personaggio era molto atteso dai fan, anche perchè i precedenti X-Men, pur contando su tantissimi mutanti di primo piano, avevano un occhio particolare proprio per lui, leader supremo della scena ed epicentro di un mondo in continua distruzione. In questo nuovo capitolo che ripercorre le origini del taglialegna mutante non c’è spazio per altri personaggi. Il fratello Victor-Sabretooth (Liev Schreiber), nemesi numero 1, non è sufficientemente caratterizzato pur essendoci tutti i motivi e gli agganci di trama per approfondirne la psicologia… ed essendo lui il protagonista secondario si può capire che fine facciano gli altri membri del cast (tra cui Dominic Monaghan e Will.I.Am, cantante dei Black Eyed Peas). Sbuffi di matita su un foglio già pasticciato: appena percettibili. D’altronde la scelta del regista Gavin Hood (Rendition) è ben delineata: 100% intrattenimento, 0% introspezione. E quel 100% è ben fatto, a partire dai titoli di testa in stile Watchmen, anche se un po’ meno coinvolgenti, fino allo scontro finale degno di un cataclisma nucleare, passando per le “occhiatacce” di Ciclope e le carte volanti di Gambit. Visual effects di grande pregio uniti ad una trama interessante che, come di consueto per questo genere, va a prendersi delle licenze e delle libertà non sempre condivisibili rispetto alle corrispettive storie narrate nei fumetti da cui provengono.
In sintesi: Hugh più effetti speciali uguale successo. E le casse della Marvel ringraziano. Ma se in un film cercate anche profondità è meglio guardare altrove. Magari tra le offerte della rivale DC Comics.

La frase: Se vengo con te vengo per il sangue. Nessuna legge, nessun codice di condotta. Mi metti nella direzione giusta e ti levi dalla mia strada. (Wolverine)

Voto: 6.5

P.S.: un paio di scene sono presenti sia durante sia al termine dei titoli di coda: occhio allo schermo!

Una risposta a “X-Men le Origini: Wolverine”

  1. redax ha scritto:

    sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, non ti so dire cosa..ma dopo wacthman e sin city, pretendo qualcos’altro..il famoso quid in più….cmq a parte tutte le considerazioni…hugh è veramente wolverine e su questo non si discute! 😀



css.php