Giu 30 2009

Shoot’em up!

Categoria: AttualitàEverland @ 10:07

I personal computer sono delle armi micidiali. Permettono di fare tante cose, utili e meno utili, importanti e meno importanti. E a volte loro si ribellano. Non lo fanno apposta, sia chiaro, ma a volte può sembrarlo. Proprio mentre stai per stampare l’ultima pagina della tua tesi da consegnare pochi minuti dopo oppure subito dopo che si è superato un pezzo di videogame estremamente lungo e complesso senza aver avuto modo di salvare la partita. E lì vengono giù in rapida successione tutti gli abitanti del Piano di Sopra per un ordinato e preciso appello celeste.
A quel punto l’arma non è più il PC, ma quello che noi vorremmo usare contro di esso per averci lasciato “a piedi” nel momento del bisogno. E un pensionato di Pordenone ha preso alla lettera quest’ultima frase.

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Giu 27 2009

Roly-poly Cannon 2

Categoria: GiochiEverland @ 10:30

Giugno sta per giungere al termine… il caldo avanza coi suoi lunghi e appiccicosi tentacoli… cosa c’è di meglio per superare l’afa? Una bella mattanza virtuale, mi sembra ovvio!
Il gioco di oggi è un tipico cannon-game, in cui sparare le vostre munizioni verso precisi obbiettivi… che nel caso di Roly-poly Cannon 2 sono degli apparentemente innocui smilies vestiti perlopiù da vichinghi che ci viene indicato essere degli invasori. Come tali vanno quindi abbattuti senza pietà e, magari, nel modo più spettacolare possibile!

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Giu 25 2009

Commentatori

Categoria: SportEverland @ 16:03

Lo sport in TV è quanto di più aggregante ci possa essere. I mondiali, le olimpiadi, le grandi competizioni internazionali tengono incollati gli spettatori che solidarizzano e fanno il tifo per i rappresentanti della propria città, regione o paese, anche se la specialità in onda in quel momento è il lancio del coriandolo o il cricket ad ostacoli.
Il brutto è che nella maggior parte degli sport serve una persona che illustri a chi guarda cosa sta succedendo. E lì arrivano i danni. I telecronisti e i commentatori tecnici (soprattutto questi ultimi) sparano mirabolanti schifezze linguistiche ad ogni frase. Per voi lettori non è una novità, visto che nelle rubriche del Blob ho riportato centinaia e centinaia di svarioni.
Però oggi volevo fare due esempi televisivi tutti da ridere. Uno recente, il commento di un ubriaco Salvatore Bagni al terzo gol degli azzurri in Italia-Usa valida per la Confederations Cup 2009, e uno un po’ più vecchio, che rappresenta l’esultanza incontenibile di un tifoso del basket che sta dietro al microfono mentre la sua squadra va a vincere con un tiro clamoroso alla fine dei tempi supplementari.

Da non perdere!

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Giu 22 2009

Cover trash

Categoria: Musica e LibriEverland @ 13:42

Il trash corre sulle copertine. D’altronde è un genere che non passa mai di moda e la musica è un veicolo particolarmente succulento per chi vuole farsi notare con atteggiamenti e vestiario da far rizzare i capelli ad un calvo.
Però c’è da specificare: c’è trash e trash. Il termine inglese significa spazzatura. Quindi sta ad indicare qualcosa di veramente ma veramente brutto ma anche, più semplicemente, qualcosa di cattivo gusto. Però può anche essere riferito ad espressioni artistiche o forme di intrattenimento di basso profilo culturale. E’ ad ogni modo palese che, nella sua prima accezione, qualcosa può essere trash solo in un determinato periodo storico che non coincide con quello in esame.

E torniamo a bomba sull’argomento copertine di dischi musicali. Gli esempi che potrete vedere fra poche righe sono lampanti. Trash allo stato puro, da qualsiasi posizione, anno e sistema solare si guardino queste mirabili cover di cd russi. Una rassegna del tutto particolare che il sito di Repubblica porta all’attenzione dei suoi visitatori e che io, ben conscio di quanto possano sopportare i miei lettori, ripropongo con giubilo. Eccovi le prove!

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Giu 19 2009

Ascot Gold Cup

Categoria: AttualitàEverland @ 9:51

Le tradizioni sono una cosa positiva. Certo, innovare fa bene ma tante volte il buon vecchio passato ha i suoi pregi. Usi e costumi che rimangono inalterati nel tempo e fanno rivivere le sensazioni di un mondo che non c’è più. Questo accade nelle rivisitazioni storiche di avvenimenti importanti del passato, negli anniversari di date fondamentali, nel passa-parola delle ricette di piatti tipici regionali.
E questo avviene molto spesso in altri paesi dove l’evento mondano si mescola con i regolamenti ferrei del tempo che fu. L’ultimo esempio è dato, in questi giorni, dal Royal Ascot, uno dei più famosi meeting ippici che si rinnova in Inghilterra dal 1711. Sempre con le stesse regole.

Cinque giorni di gare, avvenimenti e manifestazioni scanditi da precise norme sul comportamento e sul vestiario di uomini e donne. In particolar modo delle donne che sono tenute a portare il cappello. E da molti anni a questa parte il giovedì del Royal Ascot viene definito come il Ladies’ Day, il giorno delle donne, e le signore di ogni età si sbizzarriscono con mise di ogni tipo. D’altronde è il cappello ad essere obbligatorio, non il gusto. A voi una rassegna di ciò che si è visto ad Ascot nell’edizione di quest’anno. Copricapi da far spavento agli stessi cavalli in concorso.

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Giu 17 2009

Tatuaggi da sonno

Categoria: AttualitàEverland @ 10:39

Vi è mai capitato di addormentarvi mentre eravate belli rilassati nello studio di un oculista o di un dentista? Io credo di no… anche perchè non è facile rilassarsi in quelle circostanze. Pensate allora a quanto sonno arretrato doveva avere Kimberley Vlaeminck, 18enne di Bruxelles che si voleva regalare un piccolo ricamo stilistico sul viso ma è poi finita a “ronfare” sul tavolo del proprio tatuatore. E così le 3 piccole stelline che aveva chiesto per incorniciare il suo occhio sinistro sono diventate… 56!!

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Giu 15 2009

Leggende metropolitane forever

Categoria: AttualitàEverland @ 13:22

Ogni X settimane (con X compreso tra 1 e 1) le cronache locali e nazionali pubblicano, spesso loro malgrado, delle notizie strampalate che però per svariati motivi risultano “credibili” e, di conseguenza, meritevoli della pubblicazione. Queste notizie, nel 95% dei casi, vengono poi verificate come bufale, nel 4% dei casi sono effettivamente vere, nell’1% dei casi entrano nel mito, nella storia. Diventano le cosiddette leggende metropolitane. Ovvero storie di cui nessuno può provare l’autenticità ma che nessuno può tantomeno smentire categoricamente. Il fenomeno delle leggende metropolitane ha prolificato in particolar modo negli anni ’80 e ’90 ma poi, con la diffusione capillare di internet, si è un po’ smarrito tra le maglie della Grande Rete, almeno fino a quando, poco tempo fa, l’Independent di Londra ha dedicato a questo argomento un ampio servizio precisando che la maggior parte delle persone che le tramandano, spesso, non sono in malafede.

Queste storie vengono passate di generazione in generazione e, grazie ad una straordinaria ricchezza di dettagli, acquistano legittimità e presto diventano “vere”. Dopo il salto potrete leggere alcuni esempi di storie che sono scolpite nelle menti di molti e che il Corriere della Sera ha riportato per rinfrescare le nostre memorie storiche. E se poi volete cimentarvi ad inventarne di vostre ecco il vademecum: chi le narra non è mai il protagonista delle vicende, le storie hanno spesso diverse versioni e di solito iniziano con l’incipit: “Un amico mi ha raccontato che…”
Buona lettura!

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Giu 12 2009

Parcheggio in camera

Categoria: AttualitàEverland @ 13:02

State progettando una vacanza a Singapore? No? Vabbè, peggio per voi, Ma nel caso vi capitasse (ve lo auguro!) occhio alle prenotazioni dell’albergo. Se al fianco delle icone rappresentanti idromassaggio, TV, internet e aria condizionata vedete anche la scritta “parcheggio in camera” non è un refuso, nè un errore, nè uno sbaglio. E’ solo il risultato dell’ultima sboroneria asiatica.

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