Giu 15 2009

Leggende metropolitane forever

Categoria: AttualitàEverland @ 13:22

Ogni X settimane (con X compreso tra 1 e 1) le cronache locali e nazionali pubblicano, spesso loro malgrado, delle notizie strampalate che però per svariati motivi risultano “credibili” e, di conseguenza, meritevoli della pubblicazione. Queste notizie, nel 95% dei casi, vengono poi verificate come bufale, nel 4% dei casi sono effettivamente vere, nell’1% dei casi entrano nel mito, nella storia. Diventano le cosiddette leggende metropolitane. Ovvero storie di cui nessuno può provare l’autenticità ma che nessuno può tantomeno smentire categoricamente. Il fenomeno delle leggende metropolitane ha prolificato in particolar modo negli anni ’80 e ’90 ma poi, con la diffusione capillare di internet, si è un po’ smarrito tra le maglie della Grande Rete, almeno fino a quando, poco tempo fa, l’Independent di Londra ha dedicato a questo argomento un ampio servizio precisando che la maggior parte delle persone che le tramandano, spesso, non sono in malafede.

Queste storie vengono passate di generazione in generazione e, grazie ad una straordinaria ricchezza di dettagli, acquistano legittimità e presto diventano “vere”. Dopo il salto potrete leggere alcuni esempi di storie che sono scolpite nelle menti di molti e che il Corriere della Sera ha riportato per rinfrescare le nostre memorie storiche. E se poi volete cimentarvi ad inventarne di vostre ecco il vademecum: chi le narra non è mai il protagonista delle vicende, le storie hanno spesso diverse versioni e di solito iniziano con l’incipit: “Un amico mi ha raccontato che…”
Buona lettura!

La prima leggenda metropolitana ripresa dall’Independent è quella dei coccodrilli che vivono nelle fogne. Secondo il quotidiano inglese questa storia è apparsa per la prima volta sulla carta stampata nel 1930, quando sul New York Times comparve la notizia di un giovane ragazzo che aveva visto un alligatore nelle cloache della Grande Mela. Ancora oggi numerosi cittadini della “città che non dorme mai” credono che sotto all’asfalto cittadino vivano gruppi di coccodrilli affamati.

Segue la tenebrosa leggenda di “Bloody Mary”: alcuni dicono che la protagonista di questo mito sia Maria la Sanguinaria, la regina di Scozia che fece uccidere oltre 300 oppositori religiosi, altri invece sostengono che dietro questo fantomatico personaggio si nasconda una ragazza americana morta in un incidente stradale oppure una giovane sepolta viva dai suoi genitori. Quello che è “certo” invece è che se ci mettiamo davanti a uno specchio in una stanza illuminata solo da una candela e pronunciamo per tre volte il nome “Bloody Mary” lo spirito della donna comparirà allo nostra sinistra e comincerà a graffiare il nostro volto con le sue unghie incredibilmente lunghe.

Un’altra leggenda molto comune racconta la storia di ragazzi che si sono risvegliati in una vasca da bagno piena di ghiaccio dopo aver fatto baldoria per un’intera notte fuori città. Ben presto i giovani si accorgeranno di avere sulle spalle grosse cicatrici e che diversi organi sono stati asportati dal loro corpo mentre dormivano. Ad alimentare questo mito sono anche diverse serie televisive, che narrano di storie simili in cui medici senza scrupoli portano a termine veloci operazioni chirurgiche su ignare vittime.

Ancor più famosa è la leggenda dell’autostoppista fantasma, di cui esistono diverse versioni. Tutte hanno lo stesso incipit: di notte in strada un automobilista riconosce una ragazza che fa l’autostop, si ferma e le dà un passaggio. A questo punto le versioni cambiano: la più famosa narra che l’uomo accompagna la ragazza a casa, ma più tardi si accorge che la giovane ha dimenticato una giacca in macchina. Il giorno dopo torna dove abita la ragazza, ma trova solo un’anziana signora che gli dice che sua figlia è morta parecchi anni prima in un incidente stradale proprio nel punto in cui l’automobilista l’ha incontrata la notte precedente.

Una delle storie più inverosimili è quella della combustione umana spontanea: nel corso dei secoli sono stati narrati più di 200 casi di persone che all’improvviso hanno preso fuoco e sono velocemente diventate cenere. Secondo i fautori di questa leggenda metropolitana nel corpo di queste persone sarebbero avvenute singolari reazioni chimiche che avrebbero provocato il misterioso incendio.

Celebre è anche la leggenda metropolitana del vincitore della lotteria: un uomo era solito giocare al lotto e attendere i risultati dell’estrazione bevendo qualche birra in un pub con gli amici. Una sera era come al solito nel bar e mentre guardava la tv scoprì di aver vinto oltre 6 milioni di sterline. Felice, fece vedere ai suoi amici il biglietto vincente. Passando di mano in mano il biglietto scomparve e al vincitore fu restituito un altro ticket. Preso dalla rabbia, uccise prima tutti i suoi amici e poi si gettò giù da un ponte. Inutile dire che il biglietto vincente non è mai stato trovato.

Un altro mito è la storia dei capelli e delle unghie che crescono dopo la morte. Secondo l’Independent questa leggenda nacque nel ‘600 quando furono riesumati i cadaveri di alcuni soldati che avevano combattuto durante la guerra civile in Inghilterra. Gli operai che portarono a termine la riesumazione sostennero che ai morti erano cresciuti sia i capelli che le unghie.

Chi poi non ha mai sentito la leggenda metropolitana della gomma da masticare difficile da digerire? Secondo questo mito non bisogna mai ingoiare una bubble-gum perché per digerirla il nostro stomaco impiega 7 lunghi anni.

Una delle ultime leggende metropolitane presentate dall’Independent è nata sul Web: una di queste, a cui fa cenno anche Wikipedia, narra dell’esistenza di un fiore rarissimo, chiamato “Impatiens Psittacina” che nasce solo in Thailandia, Birmania e in India. Questo fiore assomiglierebbe a un pappagallo in volo, ma in realtà nessuno l’ha mai realmente visto.

2 risposte a “Leggende metropolitane forever”

  1. lennon81 ha scritto:

    Mi ha detto mio cuggino che da bambino una volta è morto, diceva la nota canzone…

  2. Everland ha scritto:

    Mi ha detto un morto che una volta mio cugino era bambino… 😀

    Ever



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