Lug 22 2009

Eminem – Relapse

Categoria: Musica e LibriEverland @ 14:34

Sono passati 5 anni da Encore, l’ultima fatica del rapper bianco più famoso di tutti i tempi: Eminem. Ora corre l’anno 2009 e il re della Detroit in rima è tornato alla carica, dopo aver mascherato col ritiro dalle scene i suoi drammi personali (pesantemente aggravati dall’assassinio dell’amico fraterno Proof, suo collega nel gruppo D12) che lo hanno costretto ad un lungo periodo di riabilitazione per abuso di farmaci. Superata la montagna da scalare, ecco la discesa che si concretizza con ciò che riesce meglio al signor Mathers: la musica. Il risultato è un disco che, a partire dall’immagine di copertina, attinge a piene mani dall’esperienza personale e, con la solita quantità di humour ed esagerazione, segna il ritorno di un’icona del mondo hip-hop.
Ma il nuovo Eminem vale il vecchio? A me la risposta, nel proseguo della “recensione”.

I rapper, in generale, ed Eminem, in particolare, hanno la tendenza a sfogliare la propria vita passata come in un libro di fiabe da leggere ogni sera ai propri figli, un libro da cui pescare ogni giorno favole sempre nuove che si tramutano in canzoni da hit parade. Come detto, Eminem è un maestro in questo ed ogni strofa di Relapse, da quelle più cristalline a quelle spiccatamente provocatorie, basano la loro forza sul riscontro che quelle parole hanno nella vita di Marshall Mathers. Per questo motivo il full-length (molto full, quasi 80 minuti) traspira pillole, pensieri oscuri e medicinali da ogni rotazione del cd, mentre il problema di dipendenza del rapper viene descritto, scherzato, sviscerato, ingigantito, esorcizzato ed altri mille participi passati in ogni singolo verso dei 20 pezzi componenti Relapse.
Già dalla consueta intro, Dr. West, si può capire qual è la direzione del viaggio: un misto tra sogno e realtà, tra liberazione e tentazione. In 3 a.m. prevale il sogno, particolarmente horror, mentre la realtà torna con My Mom, analisi delle possibili cause del disagio di Eminem, e poi con Insane, che mette ancora a nudo la durissima infanzia del piccolo Marshall. Attimo di pausa con Bagpipes From Baghdad e poi di nuovo nel filone dream-horror con un trittico di canzoni dove Eminem si trasforma nel serial killer Slim Shady: Hello, lo skit Tonya e Same Song & Dance. A metà album c’è spazio per We Made You, consueto brano goliardico, come da tradizione pubblicato come primo singolo. Si torna all’horror con Medicine Ball, poi un nuovo episodio dello skit Paul seguito da Stay Wide Awake, che prosegue il filone dell’alter-ego psicotico. Nell’ultima parte dell’album fuoriesce un po’ di leggerezza con Old Time’s Sake e Must Be The Ganja, anche se poi si torna ai problemi con la dipendenza dai sonniferi e le sue conseguenze affrontate in Déjà Vu, precedute dallo skit “paramedico” Mr. Mathers. Immersa negli ultimi minuti della track list la splendida introspezione di Beautiful che precede la festosa Crack A Bottle del trio Eminem-Dr. Dre-50 Cent. Lo skit Steve Berman annuncia il prossimo album, Relapse 2, lasciando le ultime parole finali alla durezza di Underground, smorzata poi dall’apparizione del singolare personaggio fittizio Ken Kaniff nei secondi finali.

Tracklist
1. Dr. West (skit) (voto: sv) – Dialogo col psichiatra a fine cura. Esito negativo, si torna nel limbo: “So we’re discharging you today, how are you feeling?” “Anxious”
2. 3 a.m. (voto: 7) – Cronache di un serial killer psicotico: “Dazed and I’m so confused, days that I don’t know who”
3. My Mom (voto: 6) – Per Eminem la colpa di tutto, il peccato originale, è della signora Mathers: “That’s why I am like I am, ‘cause I’m like her
4. Insane (voto: 7) – Pensieri (o ricordi?) di un bambino molestato: “Is he nuts? No, he’s insane”
5. Bagpipes From Baghdad (voto: 5) – Un po’ di vip, in particolar modo la ex Mariah Carey, vengono presi in giro in questa canzone orientaleggiante: “I just got my one-year sobriety coin chip”
6. Hello (voto: 6) – Eminem si ri-presenta al mondo: “Sorry I’ve been away so long, my name is Shady, I never meant to leave you”
7. Tonya (skit) (voto: sv) – Slim Shady adesca una nuova vittima per le sue fantasie deviate: “What you doing? Fucking! Get away from me!”
8. Same Song & Dance (voto: 6.5) – Continua la storyline di Tonya con due vittime eccellenti, Lindsay Lohan e Britney Spears: “Yeah baby, do that dance, it’s the last dance you’ll ever get the chance to do”
9. We Made You (voto: 7) – Tipico delirio buontemponesco da brano lancia-album: “You’re a rockstar, everybody wants you. Player, who can really blame you?”
10. Medicine Ball (voto: 5) – Ancora un po’ di umorismo (macabro): “I guess it’s time for you to hate me again”
11. Paul (skit) (voto: sv) – Paul Rosenberg ricorre in quasi tutti gli album di Eminem, ma questo non gli piace: “I just listened to the entire album… you gotta be fuckin kidding me”
12. Stay Wide Awake (voto: 7) – Ritorna il serial killer: “There’s a monster inside of me, it’s quite ugly and it frightens me”
13. Old Time’s Sake (voto: 6.5) – Duetto con Dr. Dre per ricordare i bei tempi: “We will soon be reaching an altitude of 4 million and a half feet
14. Must Be The Ganja (voto: 5.5) – Lavorare ad un album è come una droga per Eminem: “When I’m behind the mic, dynamite’s what it’s kinda like”
15. Mr. Mathers (skit) (voto: sv) – Questo skit simula il soccorso e il ricovero del rapper per overdose di sonniferi: “Mr. Mathers can you hear my voice? Ok, he’s not responding”
16. Déjà Vu (voto: 6.5) – Uno dei brani più personali in cui viene raccontato il periodo della dipendenza e quello post-overdose dal punto di vista degli affetti: “Sometimes I feel so alone, I just don’t know”
17. Beautiful (voto: 7.5) – Ballata della speranza perduta e della consapevolezza riacquistata: “We gotta take these cards ourselves and flip them, don’t expect no help”
18. Crack A Bottle (voto: 6) – Dr. Dre e 50 Cent accompagnano Eminem in una nuova festa tra amici: “The money ain’t a thing when you party with me”
19. Steve Berman (skit) (voto: sv) – Identica cosa rispetto allo skit Paul: “Do you know how many people lost their jobs because of your fucking vacation?”
20. Underground (voto: 7) – Gli anni di assenza hanno caricato Eminem per una rinascita dalle proprie origini: “Tell the critics I’m back and I’m coming to spit it back in abundance”

Eminem è tornato. Eccessivo, esagerato, cinico e crudele come ai bei tempi. Ma con la consapevolezza di aver passato dei gran brutti momenti. Ergo nel suo Relapse si ride e si scherza ancora, ma in quantità decisamente minore rispetto al passato e in modo molto meno goliardico e molto più amaro. I testi forti e sprezzanti non sono una novità, quindi il voto complessivo verterà principalmente sulle musiche. In questo campo i fasti di The Eminem Show sono abbastanza lontani, nonostante il diverso stile del cantato ed alcuni interessanti refrain consentano ad alcune basi di elevarsi dalla loro anonimità. Probabilmente il motivo di questo “stacco” è da ricercare nel concept, che sicuramente non ha aiutato a sviluppare un legame più armonico tra i brani: alcuni sono di impatto, altri molto meno. La media è un lavoro sufficiente e qualcosa in più.
L’augurio è che Relapse 2 superi il suo predecessore: il recupero di Eminem sarebbe completato anche come artista.
Voto: 6

Per chi volesse una piccola pillola (battutoneee…) di questo album ecco il video integrale del quarto singolo, Beautiful.

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