Dic 09 2009

L’arte del playback

Categoria: Cinema e TV, Musica e Libri, Tempo LiberoEverland @ 15:06

Nei consueti viaggi senza meta per la Grande Rete si incontrano sempre delle chicche interessanti. Oggi ho trovato su un noto sito nazionale il video di un cantante rumeno che eseguiva un pezzo in playback… col microfono al contrario. Difficile stabilire se si sia trattato effettivamente di un clamoroso errore o, più probabilmente, di una presa in giro. Questo fatto però mi ha dato il “la” (è proprio il caso di dirlo!) per ricordare diversi interessanti avvenimenti verificatisi in passato a causa di questa antipatica consuetudine televisiva. Come non citare, per esempio, uno degli episodi più noti in Italia con Vasco Rossi, ubriaco sul palco di Sanremo ’82, mentre canta Vado al massimo sbagliando le parole sopra la base registrata per poi andarsene via col microfono in tasca. Ma tante altre perle ci sono state regalate negli anni (chissà perchè la maggior parte di queste è accaduta in Italia…) e dopo il salto vi rinfrescherò la memoria con alcuni filmati storici assolutamente imperdibili.

Lo spunto di questo articolo, ovvero il frontman dei Jukebox che canta col microfono al contrario durante una trasmissione della TV rumena Antena2
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Gianluca Grignani – Falco A Metà (1995 – Festivalbar, Ascoli)
Periodo d’oro per Grignani, l’idolo di tutte le ragazzine italiane. Il suo aspetto da bel tenebroso fa vendere molto ma l’idea di far finta di cantare per l’ennesima volta è inaccettabile. Per cui arriva sul palco, s’infila il microfono in tasca… e intanto la base va. La canzone scorre tra abbracci al pubblico, litigate con la security, oggetti che volano da una parte all’altra e insulti finali.
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Iron Maiden – Wasted Years (1986 – P.I.T., Germania)
Metà anni ’80. Uno dei più famosi gruppi metal, gli Iron Maiden, arrivano in terra teutonica per promuovere il loro ultimo singolo, ovviamente in playback. Iniziano il brano come se nulla fosse, ma dopo pochi secondi si scatena un delirio indicibile. Il cantante Bruce Dickinson smette di fare il lip sync e ruba il basso a Steve Harris. Quest’ultimo allora decide di mettersi davanti al microfono… e tra scambi di posizione e balli sul palco non si capisce più nulla fino al termine del brano, una lunga parte strumentale che rende il tutto ancora più incredibile.
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Blur – Charmless Man (1996 – Festival di Sanremo)
La tradizione ingessata di Sanremo ha spesso cozzato contro la volontà degli artisti (soprattutto degli ospiti stranieri) di essere fuori dalle righe. Durante la performance dei Blur, nell’edizione del 1996, il gruppo inglese si presentò con appena due membri su quattro: Damon Albarn alla voce (e a fare il giullare su e giù per il palco) e il batterista Dave Rowntree si sono fatti accompagnare da un tizio preso chissà dove per fingere di essere il bassista Alex James e da un cartonato del chitarrista Graham Coxon. Esatto: un cartonato.
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Muse – Uprising (2009 – Quelli che il calcio…)
L’ultimo episodio è fresco fresco. Durante una puntata di Quelli che il calcio… dello scorso settembre si presentano i Muse per il lancio del loro ultimo album. Lo fanno cantando in playback il brano Uprising con il cantante Matt Bellamy che fa palesemente finta di suonare la batteria, il batterista Dominic Howard al basso che finge di essere il cantante e il bassista Chris Wostenholme che si dedica alternativamente a chitarra e tastiera. Il tutto condito dall’intervista finale ad Howard che continua a spacciarsi per Bellamy davanti ad un’inconsapevole Simona Ventura.
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