Gen 08 2010

A Christmas Carol

Categoria: Cinema e TVEverland @ 11:12

L’ultima recensione cinematografica da me scritta, diversi mesi fa, verteva principalmente sull’innovazione, sulla possibilità di mostrare al pubblico idee inedite pur mantenendo impostazioni classiche. L’ultimo film visto dal sottoscritto, A Christmas Carol, parte proprio da questo presupposto. Una storia vecchia, vecchissima, scritta da Charles Dickens nel 1843 e ambientata in quello stesso anno, che rivive quasi due secoli dopo in una veste nemmeno lontanamente pensabile all’epoca: il 3D.

Il vecchio e avaro Ebenezer Scrooge non ha alcuna intenzione di condividere le gioie del Natale. Né con il nipote Fred né con il suo dipendente Bob, che riceve uno stipendio da fame e ha una famiglia numerosa, né tantomeno con chi gli chiede sottoscrizioni in favore dei più diseredati. Per lui il Natale è solo un giorno in cui deve pagare Bob che resterà però a casa. La notte della vigilia compare però, terrorizzandolo, il fantasma del suo socio in affari Marley, morto sette anni prima. Marley gli annuncia l’arrivo di tre spiriti: uno gli mostrerà i suoi Natali passati, uno quello presente e l’ultimo quello futuro in cui lui sarà morto e nessuno avrà un buon ricordo della sua esistenza. La lezione gli servirà.

Fila al botteghino. Posti in ultima fila, biglietti appena stampati e occhialini consegnati dalla cassiera. Mezzora scarsa di vagabondaggio e poi dentro per la proiezione. E’ normale vedere un film sul Natale a Gennaio inoltrato? Perchè no. Calano le luci, pubblicità. Ehi, come mai lo schermo è sfocato? Mapporc… pure i trailer sono in 3D! Si inforcano gli occhiali e le immagini del kolossal Avatar sortiscono un effetto straniante, al limite del confusionario. Molto meglio Alice in wonderland. E appena 8 minuti dopo l’orario fissato inizia il film. Record del mondo.

Prime scene. Vigilia di Natale 1836. Scrooge dimostra tutto il suo attaccamento al denaro durante la procedura di certificazione della morte del suo collega d’affari Marley. – Gli occhi non sanno se posare il loro sguardo sui dettagli (le fiamme delle candele, i fiocchi di neve) o sul quadro generale, se “mirare” agli oggetti portati in primo piano o al centro, cercando la prospettiva. Nel mentre che si trova la quadratura del cerchio la trama balza 7 anni in avanti.

Vigilia di Natale 1843. Il cuore di Scrooge è ancora più arido. Rifiuta di festeggiare il Natale, si lamenta che è costretto a dare la giornata libera al suo impiegato, nega il suo aiuto per gli enti benefici. – Ora la vista va meglio. Pochi minuti di adattamento consentono di apprezzare maggiormente l’animazione. Ogni tanto gli occhiali 3D vengono spostati su e giù per verificare la differente qualità della visione.

La giornata giunge al termine e Scrooge torna a casa, da solo, accuratamente evitato da tutti coloro che circolano intorno a lui per strada. Il vecchio comincia ad avvertire qualcosa che non va. Vede il battiporta assumere le fattezze del defunto Marley, mentre all’interno della casa sente rumori spaventosi che preannunciano la comparsa del fantasma dell’ex collega, incatenato ai pesanti macigni composti dai suoi errori terreni. Egli preannuncia a Scrooge la “visita” di 3 spiriti che si riveleranno essere vividi fotogrammi del Natale passato, presente e futuro. I 3 spiriti, così come Scrooge, hanno le fattezze digitalizzate di Jim Carrey (e giustamente la voce italiana è quella del suo doppiatore). – Questa è la parte più importante del film. La redenzione del protagonista passa attraverso una serie di visioni che il regista Robert Zemeckis sfrutta appieno per rendere la terza dimensione un fattore determinante ai fini della fruizione e non un mero espediente tecnico da sfoggiare come semplice orpello. I malinconici viaggi col Natale passato, la breve ma intensa esistenza del Natale presente e lo spettrale presagio del Natale futuro, senza volto nè voce, sono tutti elementi che vengono sottolineati con estrema efficacia dagli effetti 3D. Strabilianti, in questo senso, le scene dei voli sulla città col primo, la maestosità del secondo e l’inseguimento in carrozza col terzo spirito.

E’ passata un’intera notte e Scrooge si sveglia. Cambiato. L’ammonimento ricevuto da Marley e ciò che ha visto coi tre spiriti sono serviti a redimerlo prima che fosse troppo tardi e la giornata di Natale, e la vita successiva, trascorrono in un’armonia ormai quasi dimenticata. – Il finale della storia, così come il resto della sceneggiatura, ricalca molto più che fedelmente ciò che Charles Dickens scrisse nel suo racconto. E sicuramente in questa parte il 3D è molto meno utile che in precedenza. Nonostante questo la visione si chiude con estrema soddisfazione degli occhi, per le magie tecnologiche viste, e dell’animo, per gli insegnamenti di una favola senza tempo che troppo spesso ci si dimentica.

La frase: Festeggia il Natale come ti pare e lasciamelo festeggiare come mi pare (Scrooge)

Voto: 7.5 (8 in 3D)

Una risposta a “A Christmas Carol”

  1. lennon81 ha scritto:

    Visto prima di Natale, me lo ha reso migliore. Assolutamente consigliabile per il prossimo…



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