Mar 09 2010

Fringe

Categoria: Cinema e TVEverland @ 0:06

Quando il volo internazionale 627, partito da Amburgo, atterra a Boston con tutti i passeggeri e i componenti dell’equipaggio morti, l’agente dell’FBI Olivia Dunham (Anna Torv) è chiamata a risolvere il caso. Olivia è decisa a chiedere l’aiuto di uno scienziato, il Dr. Walter Bishop (John Noble), che conduceva esperimenti per il Governo all’interno della cosiddetta “Fringe Science” (scienza di confine, comprendente fenomeni paranormali come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica, …) finchè, in seguito ad un incidente di laboratorio, fu dichiarato mentalmente instabile e rinchiuso in un istituto psichiatrico. Olivia si dirige quindi in Iraq, dove attualmente vive il figlio dello scienziato, Peter Bishop (Joshua Jackson), che, nonostante abbia un’intelligenza alquanto sopra la norma come il padre, non si è mai laureato e ha vissuto di truffe e inganni, avvantaggiati dal suo spiccato ingegno. Peter è l’unico parente e quindi l’unica persona che può firmare le carte di dimissioni di Walter. Grazie a lui, tornato apposta in America, il trio così formatosi inizia ad indagare sul caso scoprendo ben presto che in tutto il mondo si stanno verificando eventi analoghi apparentemente inspiegabili, fenomeni soprannaturali che possono essere ricollegati a quello che le autorità preposte definiscono “Lo Schema” (in originale “The Pattern”). Comandata dall’agente della Sicurezza Nazionale Phillip Broyles (Lance Reddick), che già si era occupato di numerosi casi riguardanti lo “Schema”, nasce così la “Divisione Fringe”, che usa come quartier generale il vecchio laboratorio di Walter nello scantinato dell’Università di Harvard.

Dopo la trama, parecchio sintetizzata, il mio personalissimo giudizio.

Fringe è nato sotto pressione. E’ stato indicato subito come erede di X-Files, e già questo crea un’aspettativa tremenda, ed inoltre è frutto della mente creativa di J.J. Abrams, responsabile di cult come Alias e, soprattutto, Lost. Abrams aveva promesso che la sua nuova serie si sarebbe distinta da Lost in quanto meno complicata… e probabilmente aveva ragione. L’episodio pilota (dalla durata di un film e costato la bellezza di 10 milioni di dollari) mette subito tutte le carte in tavola e lascia poi all’evoluzione della storia lo scopo di scoprirle, poco a poco. Qualche volta ci sarà da teorizzare ma principalmente le meningi dello spettatore saranno concentrate quasi ed esclusivamente a godersi lo spettacolo, gradevole e ben costruito. E… no, non è l’erede di X-Files. Però è un bel punto di ri-partenza per gli appassionati del genere fantascientifico.

Questi ultimi sicuramente sono avvezzi a fenomeni di ogni tipo e tecnologie astruse per la comprensione degli eventi più disparati. Ma in questa serie i casi sono quasi tutti collegati tra loro, nel cosiddetto “Schema”. L’agente Dunham, concentrata, metodica e poco incline al sorriso (quindi decisamente a rischio antipatia) non avrà pace fin quando non le saranno chiari tutti i pezzi del puzzle. Il rapporto con padre e figlio Bishop non è facile ma molto spesso risulta divertente, strappando qualche risata che, smorzando la tensione naturale degli episodi, rende ancora più apprezzabile questa serie. Lo scienziato Walter, tirato fuori dal manicomio dopo 17 anni di internato, non ha tutte le rotelle a posto e questo, unito all’amore-odio col figlio Peter (interpretato dall’ex Pacey di Dawson’s Creek), costituisce una sotto-trama parallela molto interessante e di non secondaria importanza. Il tutto mentre l’ombra dell’ex collega di Bishop senior, William Bell (Leonard “Spock” Nimoy), si staglia dietro molti degli eventi su cui indaga la divisione Fringe sotto forma di collegamenti con la potentissima società da lui fondata, la Massive Dynamic, rappresentata dall’enigmatica Nina Sharp (Blair Brown).

Ogni episodio, della durata di circa 50 minuti, è incentrato sul caso di turno, quasi sempre collegato allo Schema. Tra un evento assurdo e un’idea investigativa ancora più assurda si alternano le vicende personali dei protagonisti, molto ben interpretati dai rispettivi attori (anche se non particolarmente approfonditi), e alcune finezze che non si poteva non attendersi da quel geniaccio di Abrams. In particolare, in ogni episodio sono presenti, in momenti e luoghi casuali, alcuni indizi che, sottoforma di poster, scritte o immagini, preannunciano l’argomento o un elemento distintivo dell’episodio successivo. Inoltre in ogni episodio è visibile, a volte chiaramente altre meno, un personaggio molto particolare in smoking, 24-ore e cappello a coprire il cranio pelato, di cui si saprà qualcosa in più in una puntata espressamente dedicata nel corso della prima stagione. Prima stagione che, trasmessa oltre un anno fa sul canale Steel della piattaforma digitale terrestre, arriva finalmente in chiaro su Italia 1 dalla seconda serata di oggi e per tutti i martedì successivi.

Fringe ha avuto un buon riscontro negli USA. La prima stagione ha fatto registrare una media di 9-10 milioni di spettatori, discreta ma non altissima per un programma in onda su Fox, ottenendo comunque il gradimento del pubblico appassionato. Ad ogni modo lo show non ha avuto difficoltà a ricevere l’estensione per una seconda stagione (e, notizia delle ultime ore, anche per una terza), seppur dovendo ricorrere ad un pesante taglio del budget che ha causato lo spostamento dei set di ripresa da New York al Canada.

Per me Fringe è stato un ottimo diversivo. Approcciato con un po’ di scetticismo, per il continuo e già citato riferimento a X-Files di cui si circonda, ha subito catturato la mia attenzione con 20 episodi ricchi di ritmo, azione e avvenimenti capaci di portare ad un’escalation di situazioni veramente interessanti che, si spera, possano proseguire con la stessa formula anche nel corso delle prossime stagioni.
Voto: 7.5

La sigla iniziale di Fringe
You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Una risposta a “Fringe”

  1. redax ha scritto:

    mi è sembrato carino..ma è ancora tutto in divenire..speriamo bene! 😀



css.php