Mar 23 2010

Alice in Wonderland

Categoria: Cinema e TVEverland @ 22:52

L’attesa era tanta. Così tanta che anche quando il film si è reso disponibile nelle sale l’attesa è continuata. E ancora e ancora… finchè è arrivata la data prescelta con tanta cura e attesa con trepidazione per settimane. Un uggioso pomeriggio di inizio primavera (teorico) ha fatto da testimone alla proiezione dell’attesa pellicola: Alice in Wonderland. Ne sarà valsa l’attesa (ho già detto “attesa”? non ricordo…)? Pochi pixel più giù potrete leggere la mia sicuramente non-attesa recensione!

Alice è la figlia di un noto commerciante, ricca, bella e con un importante avvenire davanti a lei. Ma da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso sogno, si distrae facilmente quando le parlano, è diversa dal resto della buona società che frequenta e non si integra nelle regole del suo mondo. I parenti le combinano il matrimonio con un ottimo partito: un giovanotto integrato, conformato, di nobile lignaggio e con qualche problema digestivo. Al grande ricevimento nel quale le verrà fatta la proposta, però, le visioni di Alice si fanno insistenti, il ticchettio di un orologio sembra ossessionarla e sul più bello vede comparire un coniglio in doppiopetto che le indica che è ormai tardi. Alice lo segue nella sua tana e finisce in quel mondo che aveva sognato fin da bambina, dove scopre che esiste una profezia riguardo una sua omonima la quale, con l’aiuto del Cappellaio Matto, del Coniglio Marzolino e di tanti strani personaggi, sconfiggerà una creatura malvagia liberando il regno di Sottomondo dalla tirannia della Regina Rossa e riportando al trono la sorella più bella, la Regina Bianca. Sogno o realtà?

Quando un film, piuttosto che un libro o una partita, genera tanto hype (non volevo scrivere nuovamente attesa… oops, l’ho riscritto lo stesso…) il rischio che la delusione sia cocente è sempre dietro l’angolo. Ma più che altro l’aspettativa di chi si trova di fronte l’osannatissimo evento di turno è talmente elevata che qualsiasi cosa, a confronto, non la soddisfa appieno. E Alice in Wonderland, per me, è includibile senza grandi affanni mentali in questa categoria.

Eppure le premesse c’erano tutte: un regista visionario e illuminato (Tim Burton), un cast ricco e variegato (Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway), una storia che ben si presta a riadattamenti di ogni genere (Alice nel Paese delle meraviglie), le nuove tecnologie ormai parti integranti del cinema moderno (effetti speciali e 3D). Qualcosa però non ha funzionato. Qualche ingranaggio probabilmente era al posto sbagliato. O forse, più semplicemente, le rotelle non erano abbastanza oliate.

L’inizio è ciò che ci si aspetta. Uno sguardo d’insieme sulla protagonista Alice, interpretata da una discreta ma non particolarmente espressiva Mia Wasikowska, sulla sua vita, sulle sue paure. Un’introduzione semplice e lineare, ma di buon livello, prima che lo scenario si sposti dalle campagne inglesi al Sottomondo. Qui dovrebbe iniziare il “vero” film, con la sceneggiatura tratta dai libri del fu Lewis Carrol a disposizione per essere rivisitata, ripiegata, accartocciata ed espansa in tante di quelle maniere che una qualunque delle scelte possibili sarebbe stata quella giusta.
Burton invece riesce a trovare quella sbagliata, costringendo Alice ad un percorso obbligato per compiere una profezia, rendendola così incapace di crearsi il proprio futuro come lei stessa auspicava all’inizio della storia.
Su questa scia la storia scorre lenta, a metà strada tra il viaggio onirico e la sensazione di incompiutezza che a volte assale lo spettatore, sempre sul punto di dire “ok, ma adesso cambia ritmo”. E invece no.
La CG (computer grafica) è notevole ma non riesce ad elevare la qualità, rappresentata dalle performance della moglie di Burton, Helena Bonham Carter, alle prese con l’ottima interpretazione della Regina Rossa, complessata dal suo enorme capoccione. Bene ma non benissimo il Cappellaio Matto di Johnny Depp, che ci propone un uomo meno matto di ciò che ci si poteva auspicare ma il cui infinito carisma riesce ugualmente a rendere il personaggio apprezzabilissimo. Già detto di Alice, bisogna riferire di Anne Hathaway, detestabile al punto giusto nella messa in scena della Regina Bianca che sembra tutto tranne che una regina. Fastidiosa, insulsa, insipida… Regina Emo sarebbe stato più appropriato, visto il trucco. Discreto ma nulla più il Fante interpretato da Crispin Glover, a volte sembrato non umano anch’egli a causa di qualche strano effetto del montaggio… o della pasta col pesto mangiata dal sottoscritto prima della visione. Per i personaggi puramente digitali, invece, nota di cronaca per Brucaliffo e Stregatto, unica cosa sicuramente apprezzabile della deludentissima versione 3D (da quel che si dice in giro).

Detto anche della Deliranza, un minuto di breakdance del Cappellaio da far venire i brividi (per lo sconcerto), i conti, tutto sommato, sono presto fatti. Attori bravi ma non bravissimi, effetti speciali buoni ma non buonissimi, sceneggiatura discreta, aspetto visivo carino ma non esageratamente… e le famose attese che si perdono in un film a cui, probabilmente, è preferibile il vetusto ma sempre spettacolare cartone della Disney.

La frase: La scelta è solo tua, non si vive per accontentare gli altri. (Regina Bianca)

Voto: 5.5

4 risposte a “Alice in Wonderland”

  1. ila500sp ha scritto:

    Ehi non è colpa della pasta al pesto!!! 😀

    Condivido il suo pensiero sul film… Ma Johnny non si tocca!!!!! 😛

  2. Everland ha scritto:

    Suo? Mi dai del Lei? 😀

    Ever

  3. ila500sp ha scritto:

    faccio finta di non conoscerla… 😛

  4. lennon81 ha scritto:

    Errore. Mai la pasta col pesto prima di qualunque cosa. Ho provato una volta prima di andare a lezione, ed è stato terribile.

    Da rivedere, come direbbe Paolo Ziliani 😀



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