Giu 07 2010

La Papessa

Categoria: Cinema e TVEverland @ 15:21

Sogno di una notte di inizio estate, anzi, di primavera inoltrata ma con temperature estive. Almeno al cinema c’è fresco… e per evitare la calura non c’è niente di meglio che una Pepsi, un pacchetto di M&M’s crispy e un bel film. Sulle prime due si va sul sicuro, ma sul film è sempre una scommessa. Soprattutto quando si va a vedere una pellicola “scomoda” e non troppo reclamizzata come La Papessa.
Azzardo riuscito o delusione annunciata? Leggete pure dal blog secondo Ever…

Nata nell’inverno dell’814 d.c., Giovanna è la figlia indesiderata del prete del villaggio, che investe il suo tempo ad istruire i figli maschi e a sminuire la consorte. Ostinata e decisamente illuminata, Giovanna viene notata dal maestro greco Esculapio che, vincendo la ritrosia paterna, asseconda ed educa la sua sensibilità. Ma la partenza dell’anziano saggio rigetterà la fanciulla al suo destino di donna, almeno fino a quando, costretta dagli eventi, Giovanna si darà alla fuga, scegliendo per sé un diverso avvenire nella scuola della cattedrale di Dorstadt. Protetta dalla nobiltà del Conte Gerold, avvierà, tra gelosia e dileggio di compagni e insegnanti, i suoi studi. Invaghitasi di Gerold, proverà a resistere a quel sentimento votandosi ai libri e alla cultura ma la guerra e la crudeltà delle irruzioni sassoni seguenti alla lotta per la successione di Carlo Magno li separeranno. Giovanna, costretta a risolvere la propria sorte e indossati abito e identità maschili, troverà riparo nel monastero benedettino di Fulda, dove verrà edotta nell’arte medica e nella teologia col nome di Giovanni Anglicus. La paura di essere scoperta e punita come impostore la porterà infine a Roma, dove la sua dedizione ai malati e gli incredibili successi professionali non passeranno inosservati. Condotta al talamo di Papa Sergio, afflitto dalla malattia, Giovanna ne diventerà presto medico e consigliere, per poi essere prescelta come sostituto alla morte del Santo Padre, avvelenato da vescovi cospiratori.

I film ad ambientazione storica mi hanno sempre appassionato. Se poi ci si aggiunge mistero, cospirazioni, battaglie ed inganni… beh, si crea un mix veramente invitante. Il problema sta poi nel mettere insieme con la dovuta armonia tutti questi ingredienti. Sönke Wortmann, regista de La Papessa, ci ha provato adattando per il cinema la trama del libro pubblicato nel 1996 dalla statunitense Donna Woolfolk che, a sua volta, si rifà alle leggende che collocano una donna travestita da uomo sul seggio di Pietro tra i pontificati di Leone IV e Benedetto III (853-855 d.C.). Un periodo poi omesso da tutte le cronache storiche.

Tra mito e realtà il libro, e di conseguenza il film, parla dei disagi di una bambina illuminata e desiderosa di apprendere in un mondo in cui le donne sono viste solo come madri e domestiche. Le 2 ore abbondanti di racconto visivo non fanno altro che inculcare nella mente dello spettatore i dogmi del passato, le verità inconfutabili sulla donna e la sua incapacità di ragionamenti logici e, da qui, alla sua impossibilità di accedere a qualsiasi tipo di insegnamento, compresi lettura e scrittura.
Va bene, questo è il tema principale ed è importante, se non fondamentale, ma… da qui non ci si muove. I personaggi sono sfiorati appena, senza un minimo di approfondimento. La storia d’amore è accessoria e vagamente spiegabile. La ricostruzione non brilla per dettagli. Insomma… la solita occasione persa.

La frase: Le sezioni cerebrali femminili utili sono di dimensione tanto ridotta che le donne sono incapaci di comprendere idee o concetti elevati (Odo)

Voto: 5.5

Una risposta a “La Papessa”

  1. redax ha scritto:

    ecco perchè..non andrò a vederlo! 😛



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