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Giu 11 2010

Tifosi mondiali

Categoria: World Cup 2010Everland @ 13:13

Il logo ufficiale dei Mondiali 2010 Il grande giorno è finalmente arrivato. Il giorno in cui un’intero continente urlerà e farà sentire la sua presenza al mondo intero. Iniziano i campionati mondiali di calcio in Sudafrica. Iniziano i mondiali del popolo africano.
Oltre tutti i risvolti politici ed umanitari che può nascondere una manifestazione così importante organizzata c’è anche, ovviamente preponderante, la parte sportiva dell’evento, in cui giocatori, tattiche, schemi e gesti tecnici la faranno da padrone. Ma in queste circostanze è anche e soprattutto il tifoso che diventa parte integrante, se non fondamentale, del cammino delle rispettive nazionali. E come per magia tutti si uniscono sotto una stessa bandiera, vestendo la stessa maglia, intonando gli stessi cori. Eppure, per scaramanzie o meno, le maniere per vivere un mondiale sono molto diverse. Voi a che tipologia di tifoso appartenete?

Tipologie del tifoso mondiale

Lo scettico
“Noooo, quest’anno non si va oltre il primo turno, guarda, al massimo gli ottavi”.
Durante la partita è tutto un “Ma non si reggono in piedi, ma come fa a giocare così!”
E’ a perfetta conoscenza di un enorme numero di acciacchi che dovrebbero toccare agli azzurri nel giro di un mese… Gilardino è una pippa, Lippi un incompetente…
Se l’Italia arriva come minimo in semifinale “E’ stata tutta una botta di culo”, se esce prima “Visto, che ti dicevo?”
Ma se per caso vince “Lo sapevo, me lo sentivo!”.
Lo scettico, in ogni caso, cade sempre in piedi.

Lo statistico
E’ un appassionato di numeri e di ricorrenze, che snocciola ad ogni occasione: “Il loro portiere è alto 1.85, come quello della Finlandia nelle qualificazioni nel ’62, i prossimi avversari hanno la maglia gialla come il Brasile e i calzoncini rossi come il Belgio, e già nella coppa Findus del 1976 abbiamo incontrato prima una nazione con la maglia gialla e poi una con i calzoncini rossi, e li abbiamo battuti tutti e due”. Lo statistico non ha dubbi, ha sempre qualcosa che gli ricorda un mondiale passato: “Pazzini ha il 20 come Rossi nell’82, Lippi ha le stesse otturazioni di Valcareggi nel ’70, ma abbiamo i favori del pronostico come nel ‘9x”.
Finchè l’Italia viene eliminata e lui viene mandato a quel paese, come nel ’78, nell’86, nel ’94…

L’antagonista
Tifa contro l’Italia.
Per varie ragioni: politiche (altrimenti poi Berlusconi esulta), sportive (non hanno chiamato Totti o Cassano), o personali.
Chiunque va bene: la Costa D’Avorio come il Brasile, basta che perda l’Italia. Ha in casa trentuno bandiere, tutte meno quella dell’Italia, e non è stato un gioco da ragazzi ottenere quella della Corea del Nord o dell’Honduras. Spesso e volentieri viene a contatto, anche fisicamente, con il “patriottico” (vedi sotto). Poi, se l’Italia perde, non è che festeggia. E’ contento così…

Il complottista
Anche se la sua figura è più appropriata alle squadre di club, il complottista si affaccia alla ribalta internazionale.
E’ tutto un complotto, “adesso la Corea compra la partita con il Portogallo in modo che la Russia si trovi il Brasile ai quarti, e quindi la Francia potrebbe battere il Giappone o l’Algeria e a noi ci tocca l’Inghilterra che ha già pagato l’arbitro. Perchè qui c’entra di mezzo la CIA che vorrebbe, per ragioni di ordine pubblico, che il mondiale lo vinca l’Argentina, anche se è stato previsto un attentato allo stadio, in modo che così anche la Nike in Sudafrica…”
Tutto per non fare arrivare l’Italia in semifinale. In ogni caso, se l’Italia esce dai mondiali, per esempio, contro la Danimarca, per lui anche la dichiarazione di guerra potrebbe essere da prendere in seria considerazione.

Il patriottico
Bandiera, inno di Mameli nell’autoradio (in caso di caroselli), foto di Garibaldi. E’ l’unico che si alza in piedi durante l’inno, seguito da un soave consiglio “Siediti deficiente!” di quello nella fila dietro (quasi sempre l’antagonista) e canta l’inno con la mano sul cuore.
Agli ultimi mondiali è riuscito a tenere la mano su: pettorale destro, spalla sinistra, milza e fegato; in più è stonato come una campana e non becca una parola neanche a piangere, ma è il pensiero che conta.

Il “luiportaculo”
E’ un disgraziato. Poveraccio, la sua vita è cambiata da quando vent’anni fa ebbe la straordinaria idea di entrare tre volte nel bar, mentre Rossi segnava i tre gol al Brasile. Da allora, lui porta culo e tutte le partite gli fanno fare le cose più strane: “Bevi un caffè che mi ricordo che bevevi il caffè quando Baggio pareggiò all’ultimo con la Nigeria”, “Mi ricordo che una volta accendesti una sigaretta e l’Italia segnò, vabbè che hai smesso, ma ricomincia che porti culo”.
Non gliene fanno perdere una: campionato, coppe, mondiali.
E se l’Italia perde, è colpa sua: “Dovevi prendere l’aranciata, hai preso il succo alla pera e abbiamo perso. Sei contento ora?”

L’alternativo
In realtà lui al bar non ci va. Anzi, odia il calcio, e proprio tutta questa euforia non la capisce. E non la prende neanche in considerazione, non lo riconosce proprio, lui, il mondiale.
E ti telefona, puntualmente, durante la partita. Si incazza perchè in Tv non c’è altro che calcio. Riesce anche a guardare un film turco sottotitolato (in armeno). Non ne vuole neanche sentir parlare. Se l’Italia vince, il giorno dopo la finale, lui va in ufficio dai colleghi e gli dice: “Contenti? Adesso basta con ‘sto mondiale, pensiamo alle cose serie. Come vi farà a piacere il calcio…”
Fino a che qualcuno, anche anni dopo, lo sputtana: “Ciao, ma poi come hai fatto a toglierti quel tatuaggio tricolore sulle natiche che ti sei fatto per la finalissima?”

Qualsiasi tipo di tifoso siete… Forza Azzurri!!

Una risposta a “Tifosi mondiali”

  1. lennon81 ha scritto:

    M’hai fatto ribaltare 😀



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