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	<title>La terra di Ever &#187; Musica e Libri</title>
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	<description>Un viaggio per lande oscure... ma senza torce!</description>
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		<title>Sonata Arctica &#8211; The Days Of Grays</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Everland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Debutta sulle pagine musicali di questo blog un gruppo finlandese molto amato in patria e nell&#8217;europa metallara. Si tratta dei Sonata Arctica, gruppo power-progressive metal attivo fin dal 1996 e con ben 7 album nel carniere. L&#8217;ultimo di questi è il nuovo lavoro della band capitanata dal singer Tony Kakko e s&#8217;intitola The Days [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="La copertina di The Days Of Grays" src="http://c2.ac-images.myspacecdn.com/images02/101/l_344652b3b03d46eb958c2120694b8839.jpg" alt="" width="200" height="200" /> Debutta sulle pagine musicali di questo blog un gruppo finlandese molto amato in patria e nell&#8217;europa metallara. Si tratta dei Sonata Arctica, gruppo power-progressive metal attivo fin dal 1996 e con ben 7 album nel carniere. L&#8217;ultimo di questi è il nuovo lavoro della band capitanata dal singer Tony Kakko e s&#8217;intitola <em>The Days Of Grays</em>, pubblicato poche settimane fa con etichetta Spinefarm Records. Il disco era molto atteso perchè il precedente <em>Unia</em>, molto sperimentale e ricco di tracce non lineari, non aveva soddisfatto tutti i fan di vecchia data, affezionati a ritmo veloce con batteria in doppia cassa, riff penetranti e linee vocali intense.<br />
Tony e i suoi amici finnici, nel periodo pre-release, avevano garantito un moderato ritorno al passato, o meglio, alla semplicità&#8230; sarà vero? Scopritelo leggendo la recensione del sottoscritto dopo il salto.</p>
<p><span id="more-713"></span></p>
<p>I Sonata Arctica hanno contribuito alla storia del metal. Nominati a furor di popolo come eredi dei connazionali Stratovarius, hanno saputo proporre negli anni il loro sound deciso e rapido ma allo stesso tempo melodico e di non difficile assimilazione. Col passare del tempo, però, la naturale crescita personale dei componenti ed in particolar modo del leader indiscusso Tony Kakko, cantante e autore di tutti i testi, ha influito sulla complessità della struttura compositiva, sia a livello musicale che contenutistico. Il passaggio è stato graduale fino a <em>Reckoning Night</em>, poi <em>Unia</em> ha spaccato in due la loro discografia, aggiungendo sperimentazioni fin troppo accentuate per gli standard seguiti fino a quel momento. <em>The Days Of Grays</em>, come promesso nelle interviste pre-release, fa un passo indietro rispetto al precedente lavoro&#8230; ma solo uno.<br />
L&#8217;album si apre con l&#8217;onirica intro strumentale <em>Everything Fades To Gray</em> che prelude ad una scoppiettante parte iniziale guidata dall&#8217;ottima <em>Deathaura</em>, lungo pezzo introdotto dalla suadente voce di Johanna Kurkela, primo esperimento di voce femminile nelle canzoni dei Sonata. Cambi di ritmo, melodie ed imponenti inserti orchestrali scandiscono gli abbondanti sette minuti che non lasciano insoddisfatti. Le seguenti <em>The Last Amazing Grays</em> e <em>Flag In The Ground</em> rimandano ad echi di singoli più vicini alle orecchie di un pubblico meno educato agli arzigogoli dei finlandesi. L&#8217;immediatezza, però, non fa rima con scontatezza (soprattutto per la prima canzone), mentre la trascinante seconda evoca vecchi ricordi (e ne ha ben motivo, essendo una versione riveduta e corretta di un pezzo scritto 13 anni fa). Pausa: tocca a <em>Breathing</em>, ballata che non aggiunge e non toglie niente all&#8217;acclamato filone di lenti del gruppo. <em>Zeroes</em> e <em>The Dead Skin</em> sono probabilmente i brani più vicini allo stile a tratti incomprensibile di Unia, con l&#8217;unica differenza che in questi casi (così come in generale per tutte le canzoni) la ricercatezza sembra avere un filo conduttore ed un&#8217;omogeneità di fondo particolarmente apprezzabili. Questo si nota con ancor più forza in <em>No Dream Can Heal A Broken Heart</em>, dove ritorna la voce della Kurkela, in grado di offrire nuove dimensioni e direzioni agli stati d&#8217;animo ballerini di Tony. Subito dopo <em>As If The World Wasn&#8217;t Ending</em>, lento che non incide, e <em>The Truth Is Out There</em>, di passaggio verso il finale dove chiude il quadro la versione completa di <em>Everything Fades To Gray</em>, probabilmente meno ispirata rispetto alla controparte priva di strofe cantate.</p>
<p>Tracklist<br />
1. <strong>Everything Fades To Gray (Instrumental)</strong> (voto: 7.5)<br />
2. <strong>Deathaura</strong> (voto: 8.5) &#8211; <em>&#8220;Your own fears will destroy everything&#8221;</em><br />
3. <strong>The Last Amazing Grays</strong> (voto: 7.5) &#8211; <em>&#8220;Hoping the young will lead the pack now&#8221;</em><br />
4. <strong>Flag In The Ground</strong> (voto: 7) &#8211; <em>&#8220;Freedom is everything and we are free&#8221;</em><br />
5. <strong>Breathing</strong> (voto: 6.5) &#8211; <em>&#8220;I built a bridge, you use the tunnel, now&#8221;</em><br />
6. <strong>Zeroes</strong> (voto: 6.5) &#8211; <em>&#8220;This destiny wrote us a life we now waste away&#8221;</em><br />
7. <strong>The Dead Skin</strong> (voto: 7) &#8211; <em>&#8220;Tears don&#8217;t mean anything if we don&#8217;t know when we&#8217;re sorry&#8221;</em><br />
8. <strong>Juliet</strong> (voto: 7.5) &#8211; <em>&#8220;I wonder how you can hold the cards for a dead man&#8221;</em><br />
9. <strong>No Dream Can Heal A Broken Heart</strong> (voto: 7) &#8211; <em>&#8220;One day we will run out tomorrows and yesterday&#8217;s become the stuff our dreams are made of&#8221;</em><br />
10. <strong>As If The World Wasn&#8217;t Ending</strong> (voto: 6) &#8211; <em>&#8220;Take me where I cannot hear the people calling me&#8221;</em><br />
11. <strong>The Truth Is Out There</strong> (voto: 6.5) &#8211; <em>&#8220;The truth is out there, somewhere between two fairy tales&#8221;</em><br />
12. <strong>Everything Fades To Gray (Full Version)</strong> (voto: 6.5) &#8211; <em>&#8220;Some things are needless to say&#8221;</em></p>
<p>Uno degli album metal più attesi del 2009 è finalmente arrivato. E a quanto pare ha fatto centro. Ormai è assodato che i Sonata Arctica hanno abbandonato la via della gloria fornitagli da interminabili cavalcate di note e ritornelli ispirati per coltivare un giardino musicale più variegato e difficile da far fruttare. Gli ultimi due album dei ragazzi di Kemi (città natale del gruppo) sono carichi di pezzi complessi e poco lineari, ma se in <em>Unia</em> tutto questo non sembrava avere uno scopo preciso, <em>The Days Of Grays</em> rimedia presentando agli ascoltatori un lavoro altrettanto difficile e che richiede numerosi ascolti per essere assimilato ma allo stesso tempo più maturo e apprezzabile sia da chi adorava le vecchie mid-tempo, sia da chi parteggia per l&#8217;innovazione ad ogni costo.<br />
Voto: 7.5 per chi ha voglia di ascoltare ed elaborare, 6.5 per i meno pazienti</p>
<p>Per chi volesse un&#8217;anticipazione di questo album ecco il video ufficiale del singolo <em>Flag In The Ground</em>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kObI4XuTR2o"><img src="http://img.youtube.com/vi/kObI4XuTR2o/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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		<title>Within Temptation &#8211; Utopia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Everland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ I divini olandesi sono tornati! Lo so, sono palesemente di parte e questo sbilanciamento ne è la chiara dimostrazione, ma i Within Temptation sono uno di quei gruppi che difficilmente lasciano a bocca asciutta i loro fan, per cui ogni loro mossa non può che essere applaudita ed apprezzata. Ed è proprio quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="La copertina di Utopia" src="http://www.roadrunnerrecords.com/blabbermouth.net/reviewpics/within_utopia.jpg" alt="" width="200" height="200" /> I divini olandesi sono tornati! Lo so, sono palesemente di parte e questo sbilanciamento ne è la chiara dimostrazione, ma i Within Temptation sono uno di quei gruppi che difficilmente lasciano a bocca asciutta i loro fan, per cui ogni loro mossa non può che essere applaudita ed apprezzata. Ed è proprio quello che succederà, ne sono certo, col prossimo album della band. Si tratta di un cd live registrato lo scorso anno durante l&#8217;ultimo tour che si è svolto in forma acustica nei teatri olandesi e che ha preceduto la pausa di un anno da qualsiasi attività canora (pausa utile alla frontwoman Sharon den Adel per dare alla luce il suo secondo genito, Aidan, che fa compagnia alla sorellina Eva Luna avuta 4 anni fa, sempre dal chitarrista e co-fondatore del gruppo Robert Westerholt). Il nuovo lavoro, che segue di un anno un altro live, <em>Black Symphony</em>, <a href="http://everland.altervista.org/2008/10/15/black-symphony">già recensito su queste pagine</a>, s&#8217;intitola <em>An Acoustic Night At The Theatre</em> e, c&#8217;è da scommetterci, sarà un nuovo masterpiece. La raccolta contiene 11 pezzi rivisitati in versione unplugged durante il tour teatrale e 1 nuovo brano inedito intitolato <em>Utopia</em> (con la partecipazione del cantante britannico Chris Jones).</p>
<p>A seguire la tracklist di An Acoustic Night At The Theatre, che sarà disponibile nei negozi a partire dal 30 Ottobre 2009, il trailer dell&#8217;album e il video del primo singolo ufficiale, Utopia.</p>
<p><span id="more-715"></span></p>
<p>An Acoustic Night At The Theatre &#8211; Tracklist:<br />
1. Towards The End<br />
2. Stand My Ground<br />
3. Caged<br />
4. All I Need<br />
5. Frozen<br />
6. Somewhere (featuring Anneke van Giersbergen)<br />
7. The Cross<br />
8. Pale<br />
9. What Have You Done (featuring Keith Caputo)<br />
10. Memories<br />
11. Forgiven<br />
12. Utopia (featuring Chris Jones)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OCmjdrNE6C0"><img src="http://img.youtube.com/vi/OCmjdrNE6C0/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oEIvlihb2Ms"><img src="http://img.youtube.com/vi/oEIvlihb2Ms/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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		<title>Eminem &#8211; Relapse</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Everland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sono passati 5 anni da Encore, l&#8217;ultima fatica del rapper bianco più famoso di tutti i tempi: Eminem. Ora corre l&#8217;anno 2009 e il re della Detroit in rima è tornato alla carica, dopo aver mascherato col ritiro dalle scene i suoi drammi personali (pesantemente aggravati dall&#8217;assassinio dell&#8217;amico fraterno Proof, suo collega nel gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="La copertina di Relapse" src="http://www.aftermathmusic.com/eminem_relapse1.jpg" alt="" width="200" height="200" /> Sono passati 5 anni da Encore, l&#8217;ultima fatica del rapper bianco più famoso di tutti i tempi: Eminem. Ora corre l&#8217;anno 2009 e il re della Detroit in rima è tornato alla carica, dopo aver mascherato col ritiro dalle scene i suoi drammi personali (pesantemente aggravati dall&#8217;assassinio dell&#8217;amico fraterno Proof, suo collega nel gruppo D12) che lo hanno costretto ad un lungo periodo di riabilitazione per abuso di farmaci. Superata la montagna da scalare, ecco la discesa che si concretizza con ciò che riesce meglio al signor Mathers: la musica. Il risultato è un disco che, a partire dall&#8217;immagine di copertina, attinge a piene mani dall&#8217;esperienza personale e, con la solita quantità di humour ed esagerazione, segna il ritorno di un&#8217;icona del mondo hip-hop.<br />
Ma il nuovo Eminem vale il vecchio? A me la risposta, nel proseguo della &#8220;recensione&#8221;.</p>
<p><span id="more-629"></span></p>
<p>I rapper, in generale, ed Eminem, in particolare, hanno la tendenza a sfogliare la propria vita passata come in un libro di fiabe da leggere ogni sera ai propri figli, un libro da cui pescare ogni giorno favole sempre nuove che si tramutano in canzoni da hit parade. Come detto, Eminem è un maestro in questo ed ogni strofa di Relapse, da quelle più cristalline a quelle spiccatamente provocatorie, basano la loro forza sul riscontro che quelle parole hanno nella vita di Marshall Mathers. Per questo motivo il full-length (molto full, quasi 80 minuti) traspira pillole, pensieri oscuri e medicinali da ogni rotazione del cd, mentre il problema di dipendenza del rapper viene descritto, scherzato, sviscerato, ingigantito, esorcizzato ed altri mille participi passati in ogni singolo verso dei 20 pezzi componenti Relapse.<br />
Già dalla consueta intro, <em>Dr. West</em>, si può capire qual è la direzione del viaggio: un misto tra sogno e realtà, tra liberazione e tentazione. In <em>3 a.m.</em> prevale il sogno, particolarmente horror, mentre la realtà torna con <em>My Mom</em>, analisi delle possibili cause del disagio di Eminem, e poi con <em>Insane</em>, che mette ancora a nudo la durissima infanzia del piccolo Marshall. Attimo di pausa con <em>Bagpipes From Baghdad</em> e poi di nuovo nel filone dream-horror con un trittico di canzoni dove Eminem si trasforma nel serial killer Slim Shady: <em>Hello</em>, lo skit <em>Tonya</em> e <em>Same Song &#038; Dance</em>. A metà album c&#8217;è spazio per <em>We Made You</em>, consueto brano goliardico, come da tradizione pubblicato come primo singolo. Si torna all&#8217;horror con <em>Medicine Ball</em>, poi un nuovo episodio dello skit <em>Paul</em> seguito da <em>Stay Wide Awake</em>, che prosegue il filone dell&#8217;alter-ego psicotico. Nell&#8217;ultima parte dell&#8217;album fuoriesce un po&#8217; di leggerezza con <em>Old Time&#8217;s Sake</em> e <em>Must Be The Ganja</em>, anche se poi si torna ai problemi con la dipendenza dai sonniferi e le sue conseguenze affrontate in <em>Déjà Vu</em>, precedute dallo skit &#8220;paramedico&#8221; <em>Mr. Mathers</em>. Immersa negli ultimi minuti della track list la splendida introspezione di <em>Beautiful</em> che precede la festosa <em>Crack A Bottle</em> del trio Eminem-Dr. Dre-50 Cent. Lo skit <em>Steve Berman</em> annuncia il prossimo album, Relapse 2, lasciando le ultime parole finali alla durezza di <em>Underground</em>, smorzata poi dall&#8217;apparizione del singolare personaggio fittizio Ken Kaniff nei secondi finali.</p>
<p>Tracklist<br />
1. <strong>Dr. West (skit)</strong> (voto: sv) &#8211; Dialogo col psichiatra a fine cura. Esito negativo, si torna nel limbo: <em>&#8220;So we&#8217;re discharging you today, how are you feeling?&#8221; &#8220;Anxious&#8221;</em><br />
2. <strong>3 a.m.</strong> (voto: 7) &#8211; Cronache di un serial killer psicotico: <em>&#8220;Dazed and I&#8217;m so confused, days that I don&#8217;t know who&#8221;</em><br />
3. <strong>My Mom</strong> (voto: 6) &#8211; Per Eminem la colpa di tutto, il peccato originale, è della signora Mathers: &#8220;<em>That&#8217;s why I am like I am, &#8217;cause I&#8217;m like her</em>&#8221;<br />
4. <strong>Insane</strong> (voto: 7) &#8211; Pensieri (o ricordi?) di un bambino molestato: <em>&#8220;Is he nuts? No, he&#8217;s insane&#8221;</em><br />
5. <strong>Bagpipes From Baghdad</strong> (voto: 5) &#8211; Un po&#8217; di vip, in particolar modo la ex Mariah Carey, vengono presi in giro in questa canzone orientaleggiante: <em>&#8220;I just got my one-year sobriety coin chip&#8221;</em><br />
6. <strong>Hello</strong> (voto: 6) &#8211; Eminem si ri-presenta al mondo: <em>&#8220;Sorry I&#8217;ve been away so long, my name is Shady, I never meant to leave you&#8221;</em><br />
7. <strong>Tonya (skit)</strong> (voto: sv) &#8211; Slim Shady adesca una nuova vittima per le sue fantasie deviate: <em>&#8220;What you doing? Fucking! Get away from me!&#8221;</em><br />
8. <strong>Same Song &#038; Dance</strong> (voto: 6.5) &#8211; Continua la storyline di Tonya con due vittime eccellenti, Lindsay Lohan e Britney Spears: <em>&#8220;Yeah baby, do that dance, it&#8217;s the last dance you&#8217;ll ever get the chance to do&#8221;</em><br />
9. <strong>We Made You</strong> (voto: 7) &#8211; Tipico delirio buontemponesco da brano lancia-album: <em>&#8220;You&#8217;re a rockstar, everybody wants you. Player, who can really blame you?&#8221;</em><br />
10. <strong>Medicine Ball</strong> (voto: 5) &#8211; Ancora un po&#8217; di umorismo (macabro): <em>&#8220;I guess it&#8217;s time for you to hate me again&#8221;</em><br />
11. <strong>Paul (skit)</strong> (voto: sv) &#8211; Paul Rosenberg ricorre in quasi tutti gli album di Eminem, ma questo non gli piace: <em>&#8220;I just listened to the entire album&#8230; you gotta be fuckin kidding me&#8221;</em><br />
12. <strong>Stay Wide Awake</strong> (voto: 7) &#8211; Ritorna il serial killer: <em>&#8220;There&#8217;s a monster inside of me, it&#8217;s quite ugly and it frightens me&#8221;</em><br />
13. <strong>Old Time&#8217;s Sake</strong> (voto: 6.5) &#8211; Duetto con Dr. Dre per ricordare i bei tempi: &#8220;<em>We will soon be reaching an altitude of 4 million and a half feet</em>&#8221;<br />
14. <strong>Must Be The Ganja</strong> (voto: 5.5) &#8211; Lavorare ad un album è come una droga per Eminem: <em>&#8220;When I&#8217;m behind the mic, dynamite&#8217;s what it&#8217;s kinda like&#8221;</em><br />
15. <strong>Mr. Mathers (skit)</strong> (voto: sv) &#8211; Questo skit simula il soccorso e il ricovero del rapper per overdose di sonniferi: <em>&#8220;Mr. Mathers can you hear my voice? Ok, he&#8217;s not responding&#8221;</em><br />
16. <strong>Déjà Vu</strong> (voto: 6.5) &#8211; Uno dei brani più personali in cui viene raccontato il periodo della dipendenza e quello post-overdose dal punto di vista degli affetti: <em>&#8220;Sometimes I feel so alone, I just don&#8217;t know&#8221;</em><br />
17. <strong>Beautiful</strong> (voto: 7.5) &#8211; Ballata della speranza perduta e della consapevolezza riacquistata: <em>&#8220;We gotta take these cards ourselves and flip them, don&#8217;t expect no help&#8221;</em><br />
18. <strong>Crack A Bottle</strong> (voto: 6) &#8211; Dr. Dre e 50 Cent accompagnano Eminem in una nuova festa tra amici: <em>&#8220;The money ain&#8217;t a thing when you party with me&#8221;</em><br />
19. <strong>Steve Berman (skit)</strong> (voto: sv) &#8211; Identica cosa rispetto allo skit Paul: <em>&#8220;Do you know how many people lost their jobs because of your fucking vacation?&#8221;</em><br />
20. <strong>Underground</strong> (voto: 7) &#8211; Gli anni di assenza hanno caricato Eminem per una rinascita dalle proprie origini: <em>&#8220;Tell the critics I&#8217;m back and I&#8217;m coming to spit it back in abundance&#8221;</em></p>
<p>Eminem è tornato. Eccessivo, esagerato, cinico e crudele come ai bei tempi. Ma con la consapevolezza di aver passato dei gran brutti momenti. Ergo nel suo Relapse si ride e si scherza ancora, ma in quantità decisamente minore rispetto al passato e in modo molto meno goliardico e molto più amaro. I testi forti e sprezzanti non sono una novità, quindi il voto complessivo verterà principalmente sulle musiche. In questo campo i fasti di The Eminem Show sono abbastanza lontani, nonostante il diverso stile del cantato ed alcuni interessanti refrain consentano ad alcune basi di elevarsi dalla loro anonimità. Probabilmente il motivo di questo &#8220;stacco&#8221; è da ricercare nel concept, che sicuramente non ha aiutato a sviluppare un legame più armonico tra i brani: alcuni sono di impatto, altri molto meno. La media è un lavoro sufficiente e qualcosa in più.<br />
L&#8217;augurio è che Relapse 2 superi il suo predecessore: il recupero di Eminem sarebbe completato anche come artista.<br />
Voto: 6</p>
<p>Per chi volesse una piccola pillola (battutoneee&#8230;) di questo album ecco il video integrale del quarto singolo, <em>Beautiful</em>.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yODg4caDob8"><img src="http://img.youtube.com/vi/yODg4caDob8/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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		<title>Cover trash</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 11:42:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Everland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trash corre sulle copertine. D&#8217;altronde è un genere che non passa mai di moda e la musica è un veicolo particolarmente succulento per chi vuole farsi notare con atteggiamenti e vestiario da far rizzare i capelli ad un calvo.
Però c&#8217;è da specificare: c&#8217;è trash e trash. Il termine inglese significa spazzatura. Quindi sta ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trash corre sulle copertine. D&#8217;altronde è un genere che non passa mai di moda e la musica è un veicolo particolarmente succulento per chi vuole farsi notare con atteggiamenti e vestiario da far rizzare i capelli ad un calvo.<br />
Però c&#8217;è da specificare: c&#8217;è trash e trash. Il termine inglese significa spazzatura. Quindi sta ad indicare qualcosa di veramente ma veramente brutto ma anche, più semplicemente, qualcosa di cattivo gusto. Però può anche essere riferito ad espressioni artistiche o forme di intrattenimento di basso profilo culturale. E&#8217; ad ogni modo palese che, nella sua prima accezione, qualcosa può essere trash solo in un determinato periodo storico che non coincide con quello in esame.</p>
<p>E torniamo a bomba sull&#8217;argomento copertine di dischi musicali. Gli esempi che potrete vedere fra poche righe sono lampanti. Trash allo stato puro, da qualsiasi posizione, anno e sistema solare si guardino queste mirabili cover di cd russi. Una rassegna del tutto particolare che il sito di Repubblica porta all&#8217;attenzione dei suoi visitatori e che io, ben conscio di quanto possano sopportare i miei lettori, ripropongo con giubilo. Eccovi le prove!</p>
<p><span id="more-583"></span></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029172206104714_big.jpg" alt="" width="298" height="249" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029122206104746_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029152206104726_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029112206104752_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029102206104757_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029032206104831_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029012206104840_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221029002206104846_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221028542206104928_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221028462206104934_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/dischi-russia/esterne221028492206104953_big.jpg" alt="" width="298" height="298" /></p>
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		<title>Kamelot &#8211; Love You To Death</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Everland</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica e Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[ I gruppi metal sono strani. Hanno un seguito ridotto, le radio generaliste non passano i loro pezzi, si esibiscono in piccoli palazzetti&#8230; eppure non sembrano avere alcun interesse a promuovere maggiormente il loro lavoro, lasciandosi conoscere quasi esclusivamente grazie ai siti specializzati e al tam-tam degli appassionati. Pochissimi singoli, ancor meno apparizioni in TV [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="La copertina di Ghost Opera - The Second Coming" src="https://ssl551.websiteseguro.com/hellionrecords/_oldstore/images/covers/616672.jpg" alt="" width="220" height="220" /> I gruppi metal sono strani. Hanno un seguito ridotto, le radio generaliste non passano i loro pezzi, si esibiscono in piccoli palazzetti&#8230; eppure non sembrano avere alcun interesse a promuovere maggiormente il loro lavoro, lasciandosi conoscere quasi esclusivamente grazie ai siti specializzati e al tam-tam degli appassionati. Pochissimi singoli, ancor meno apparizioni in TV per farsi pubblicità.<br />
I Kamelot, gruppo fondato nel 1991 a Tampa, in Florida (USA), sembrano sottrarsi a questa consuetudine, ma in modo molto personale e solo da poco tempo. L&#8217;ultimo fortunato album, <em>Ghost Opera</em>, è stato ristampato in una nuova versione pochi mesi dopo la sua uscita ufficiale nel 2007 e da questo cd è stato tratto appena 1 singolo ma addirittura 4 video. Il doppio rispetto ai precedenti 17 anni di carriera, conditi da 8 studio-album e 2 live (tra cui lo strepitoso dvd <em>One Cold Winter&#8217;s Night</em>). L&#8217;ultima canzone trasposta in immagini è <em>Love You To Death</em>, diffusa pochi giorni fa. Il perchè di questa mossa? Non si sa&#8230; anche perchè il video è stato pubblicato sul sito ufficiale della band e, oltre youtube e questo blog, difficilmente si vedrà su qualche canale televisivo nostrano (a parte, forse, RockTV).<br />
E allora a che pro scrivere questo post? Per il tam-tam di cui parlavo prima. Spero che la superba voce di Roy Khan rapisca anche voi!</p>
<p><span id="more-548"></span></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=y9BwQGYDLXg"><img src="http://img.youtube.com/vi/y9BwQGYDLXg/default.jpg" width="130" height="97" border=0></a></p>
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